Non aspetterò che te: la mia recensione

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Conoscendo la mano di Alessandra Paoloni, per aver letto anche “Le infinite probabilità dell’amore”, non ho potuto perdere l’offerta in formato Kindle messa a disposizione per “Non aspetterò che te”.

Come mi è capitato già di far presente, ho consigliato il primo a tutte coloro che amano il genere ma anche a chi non è solito fare queste scelte. Di fatto crescendo i miei gusti sono cambiati nel corso del tempo, eppure questo libro mi era piaciuto. C’è nel suo andamento quel pizzico di curiosità che ti spinge ad andare avanti, riuscendo così a scoprire verso la fine, passo dopo passo che non era quello che ci aspettavamo che fosse.

Inoltre ho avuto la fortuna di conoscere l’autrice molti anni fa, quando scalpitava e sognava di pubblicare i suoi testi. Sono felice che oggi ci sia riuscita e potendoli leggere, posso oggi affermarne anche la qualità e la passione che trasudano nei racconti.

Questa volta però ho trovato una vena di esuberanza in più, un gran colpo di scena. Probabilmente fosse stato scritto da qualche altra autrice, avrei pensato che fosse la classica storia d’amore. Questa volta invece la musica cambia, non è per niente rose e fiori. Riaffiora di fatto la psicologia dei personaggi, le loro problematiche interiori e i modi, tutti personali che hanno di fuggire alla loro psiche.

Questo testo lo consiglio a tutti coloro che amano leggere durante i viaggi, anche i più corti fatti dai pendolari. A tutti coloro che come me durante il quotidiano è così oberato di impegni che appena ha un attimo desidera leggere per scoprire e immergersi in nuove storie. Questa storia di fatto, si lascerà letteralmente bere, lo finirete senza neanche rendervene conto e finirà con un gran colpo di scena.

Qui non c’è spazio al romanticismo, fate largo alla passione.

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