Nel frattempo Iannone…

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MotoGP 2020 – Mentre si vive un dramma condiviso da molti, ci sono sempre coloro che vivono i propri personalissimi drammi. È quello che è capitato ad Andrea Iannone che da mesi cerca di chiarire la sua posizione.

Nel frattempo, in scuderia si cerca di andare avanti, così Sabato scorso sull’Aprilia RS-GP 20 con l’attesissimo motore a V di 90° è salito anche Lorenzo Savadori, che ha preso il posto del collaudatore Bradley Smith ed il rammarico per l’assenza di Andrea Iannone nel box della casa di Noale pare essersi placato.

La sentenza per il supposto uso di drostanolone, un farmaco usato dai body builder per incrementare la forza senza aumentare il peso, a tutt’oggi non è infatti ancora arrivata e il pilota di Vasto è ancora sospeso.

A nulla è servito, per il momento, lo studio condotto dal professor Alberto Salomone, un esperto dell’antidoping e tecnico proprio da parte di Iannone, al test del capello.

Il test, è stato eseguito proprio invitando Iannone a sottoporsi spontaneamente al prelievo del capello, presso un centro riconosciuto dalla Wada. Si è così riusciti a ricostruire la recente storia metabolica di Iannone, visto che è riconosciuto che i capelli crescono di un centimetro al mese.

In questo modo, lo sportivo è risultato pulito non solo a novembre quando fu prelevato il campione di urina incriminato, ma anche due mesi prima.

Andrea, sarebbe dunque stato vittima di una assunzione inconsapevole della sostanza proibita, ed anche in una dose minima, probabilmente quindi con un alimento contaminato.

Peccato però che la situazione giudiziaria, fa notare che finora nessun atleta positivo al drostanolone sia ancora riuscito a dimostrare la propria innocenza.

Allo stato attuale dei fatti, i precedenti, di una inconsapevole assunzione alimentare non sono favorevoli al pilota, il campione di ciclismo Alberto Contador ad esempio, provò a difendersi dall’assunzione di clenbuterolo accusando un filetto di carne. Ma ciò non servì, fu egualmente squalificato per due anni e revocati i suoi successi al Tour de France 2010 e al Giro d’Italia 2011.

La Wada non crede all’assunzione alimentare involontaria ma ad un rapporto sessuale. Di fatto nel passato, pare andò meglio a chi trovò giustificazioni legate al, sesso. È stato il caso del celebre calciatore Marco Boriello fu assolto dall’accusa di assunzione di prednisone e prednisolone grazie alla confessione della sua allora fidanzata, Belen Rodriguez, che giustificò la positività con l’uso di una pomata intima a causa di una fastidiosa infezione vaginale.

Anche recentemente la canoista 27enne pluricampionessa del mondo, Laurence Vincent-Lapointe è stata assolta dopo esser stata trovata positiva al ligandrol (un anabolizzante utilizzato nel culturismo per aumentare la massa muscolare) utilizzando la prova del capello che però, non era il suo. La Laurence è infatti riuscita a dimostrare di aver ‘ricevuto’ il farmaco dopante dal partner durante un rapporto sessuale. L’analisi, effettuata in un laboratorio di Strasburgo, appurò infatti come il compagno avesse assunto ligandrol in quantità elevate nel periodo tra aprile e ottobre 2019, trasmettendolo poi alla compagna mediante ‘scambio di fluidi corporei’ che erano appunto compatibili con un atto sessuale.

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