Il Diario di Anne Frank

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Il 27 gennaio di quest’anno, giornata che tutti sappiamo essere dedicata alla Giornata della Memoria, la televisione italiana ci ha regalato un serie di capolavori cinematografici dedicati all’eccidio più famoso della storia.

Proprio in questa giornata mi è venuto in mente che nell’estate del 2018, mentre ero in visita al quartiere ebraico di Venezia, ho acquistato il famoso Diario di Anne Frank ma non ho mai avuto il tempo di leggero. Così l’ho recuperato dal cassetto dei libri che acquisto ormai in maniera ossessivo convulsiva e ho iniziato a leggerlo.

Ho sempre ritenuto che fosse uno di quei libri che nella vita vanno letti, perché al suo interno c’è una di quelle storie che soprattutto in questo periodo, ci fa sentire più ricchi. Personalmente mi ha fatto sentire fortunata di aver vissuto questo periodo storico e non un altro, pur con tutti i problemi che ne derivano.

Si tratta della raccolta in volume degli scritti, in forma di diario di Anna Frank, una ragazza ebrea nata a Francoforte e rifugiatasi con la famiglia ad Amsterdam, costretta nel 1942 a entrare nella clandestinità insieme alla famiglia per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti.

Nell’agosto del 1944 i clandestini vennero scoperti e arrestati, furono condotti al campo di concentramento di Westerbork. Da qui le loro strade si divisero ma ad eccezione del padre di Anne, tutti quanti morirono all’interno dei campi di sterminio nazisti. Dopo essere stata deportata nel settembre 1944 ad Auschwitz, Anne morirà di tifo a Bergen-Belsen, nel febbraio o marzo del 1945.

Alcuni amici di famiglia che avevano aiutato i clandestini riuscirono a salvare gli appunti scritti da Anna all’interno dell’alloggio segreto, consegnandoli poi al padre, Otto Frank, che ne curò la pubblicazione avvenuta ad Amsterdam nel 1947, col titolo originale Het Achterhuis (Il retrocasa).

La prima edizione a stampa tenne conto sia della prima redazione originale, sia di successive rielaborazioni che Anne stessa stava facendo, auspicando proprio una futura pubblicazione del suo diario, alcune pagine del diario furono omesse, perché ritenute da Otto Frank non rilevanti. La prima edizione critica del diario fu pubblicata nel 1986.

Il libro suscitò un vasto interesse, ebbe svariate traduzioni e rappresenta ancora oggi una delle più tragiche, immediate e toccanti testimonianze della Shoah. Tanto da portare l’UNESCO nel 2009 ad inserire il Diario di Anna Frank nell’Elenco delle Memorie del mondo.

Il manoscritto originale è conservato nell’Istituto nazionale degli archivi sulla Seconda guerra mondiale di Amsterdam.

Nei suoi scritti Anne si racconta e racconta le giornate all’interno del rifugio ma non solo. Ci parla della sua crescita, esteriore ed interiore, la vediamo letteralmente maturare, nei due anni in cui compone il suo diario, composto in un primo momento dal diario regalatole per i suoi 13 anni e successivamente da quaderni dismessi, pur di continuare a scrivere.

Conosciamo qui, una bambina che non smette mai di sognare che un giorno arrivino a salvarli e quando finalmente scopre dell’avvicinarsi degli inglesi, inizia a sognare il suo futuro, il suo ritorno fra i banchi di scuola. Anne, infatti dei due anni in cui è rimasta nascosta, senza mai vedere la luce del sole, non ha mai smesso di studiare.

Quando si chiude questo libro, sembra quasi di immaginarla, mentre viene portata via, dai suoi cari e dal suo sogno di diventare una giornalista e scrittrice, proprio partendo dalle pagine del suo diario.

Un sogno che in parte potremmo dire che si sia realizzato postumo, grazie all’amore di suo padre che continuò a vivere seguendo il sogno di sua figlia Annelies Marie Frank.

Di seguito vi lascio i link di Amazon per le varie versioni in vendita:

QUI trovate il libro nella versione che ho letto io della Newton Compton Editori, in copertina rigida, flessibile e in formato Kindle.

QUI trovate l’audio libro.

QUI trovate incluso “L’Alloggio segreto” che Anne stava iniziando a scrivere e che pensava di pubblicare appena libera.

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