Forex il punto sui mercati a inizio marzo

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Sono passati già due mesi, per cui è possibile fare il punto tecnico sui mercati a seguito di questo primo periodo di negoziazioni.

La situazione è abbastanza delicata visto che dal punto di vista di macroeconomico abbiamo una situazione tendenzialmente negativa; pertanto, abbiamo un sentiment di mercato contrastato con dei mercati che premiano il rischio, evidente dalla forte salita dei corsi azionari dalla fine del 2022.

Già da inizio 2022 abbiamo visto forti movimenti sul Forex che hanno portato alcuni cambi, come EurUsd e UsdJpy che hanno avuto movimenti che potremmo definire estremi, come ad esempio la forte accelerazione di EurUsd verso 1,10, oppure il ritorno sotto 130 di UsdJpy, che hanno portato i mercati ad avere dei movimenti di reazione come quelli che stiamo vedendo ancora in questo momento, soprattutto sul cambio UsdJpy, osservato speciale per via del cambio di governatore della BoJ che avverrà a breve e per la situazione delicata in merito alla politica di controllo della curva dei rendimenti, strettamente legata al debito pubblico che si trova oltre il 260%.

La situazione dal punto di vista macroeconomico, ad oggi, partendo dai livelli di inflazione su scala globale. Negli Usa l’inflazione è in calo da giugno del 2022 dove abbiamo visto i massimi vicini al 10%, ora ci troviamo a ridosso del 6%, un calo del 4% in poco più di 6 mesi, un buon ritmo che potrebbe proseguire nel corso del 2023 e che potrebbe portare l’inflazione nei target entro fine anno.

In Europa abbiamo un buon ritmo di discesa visto che partivamo dal 10,6% e stiamo ora all’8,6%, un calo secco del 2% da ottobre; quindi, in 4 mesi abbiamo visto un calo simile a quello americano in termini di calo mensile.

Numeri buoni considerando il lag temporale tra Usa ed Europa, un lag temporale di 4 mesi dovuto a un ritardo nelle manovre di politica monetaria da parte della Bce. Le situazioni peggiori le troviamo in Uk e in Giappone. In Uk l’inflazione è ancora al 10,1% e la discesa della stessa è partita a ottobre da 11,1%, un calo misero se confrontato con Europa e Usa.

In Giappone abbiamo una situazione opposta con un’inflazione che sale e si porta su nuovi massimi, la situazione più pericolosa in assoluto.

A livello di tassi di interesse abbiamo dei tassi molto alti in Usa al 4,5%, mentre in Europa siamo ancora al 3%.

In pratica, paradossalmente, l’Europa è quella che vede dei numeri migliori in termini di risultati sulle politiche monetarie. In Uk, la situazione è pessima considerando il fatto che l’inflazione è scesa solamente dell’1% e i tassi di interesse sono al 4%.

In Giappone, anche qui, situazione inversa con tassi di interesse fermi allo 0% e un’inflazione, come detto prima, ancora sui massimi. Per quanto riguarda il tema, “tasso di disoccupazione”, abbiamo un mercato del lavoro ancora tonico, forse ancora per poco visto che i numeri di inflazione e tassi di interesse stanno spingendo per un rallentamento economico che dovrà incidere in modo importante proprio sul mercato del lavoro, con un forte pericolo circa la possibilità di vedere una recessione.

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