La Fase 2 nel mondo

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Mentre in Europa molti si preparano a riaprire, altri già hanno aperto, in tanti stanno pensando a come salvare l’estate, il periodo di maggior movimento per il turismo. Complice anche le buone notizie, come quella legata alla Spagna, dove per la prima volta i morti sono sotto soglia di 100.

Nelle ultime 24 ore le vittime del coronavirus in Spagna sono state 87 mai, negli ultimi 2 mesi, i morti erano stati sotto la soglia dei 100. Lo ha comunicato il premier Pedro Sanchez dopo una video conferenza con i presidenti delle regioni, come riporta il quotidiano El Pais.

Simpatica poi l’iniziativa in Francia, che parte con la prima messa «drive in» in tempi di coronavirus. E’ accaduto domenica scorsa a Chalons-en-Champagne, vicino Reims, dove l’arcivescovo ha ottenuto il permesso della prefettura sulla base di un rigido protocollo sanitario, prima del via libera per le cerimonie religiose previsto il 2 giugno. A quanto riferisce France Info, sono 220 le automobili di fedeli che hanno seguito la messa in un grande parcheggio all’aperto.

Ogni fedele è rimasto all’interno della propria macchina, dove potevano sedere solo persone residenti nella stessa casa. La messa è stata celebrata su un palco coperto e i parrocchiani che hanno ascoltato il rito tramite l’autoradio. Al momento della comunione, sacerdoti e diaconi con le mascherine hanno portato le ostie, ben coperte, a tutte le auto.

Religiosi e fedeli si sono disinfettati le mani con gel idroalcolico ad ogni passaggio. Terminata la messa, le auto sono ripartite senza che a nessuno sia stato consentito scendere. E’ possibile che la messa drive in sia ripetuta oggi, giorno dell’Ascensione. Bisognerà però avere il via libera della prefettura e il parere del Consiglio di stato. Conterà anche il parere dei poliziotti che oggi erano presenti e diranno se tutto si è svolto nel rispetto delle norme anti-contagio.

Ma mentre l’Europa si cala nella Fase 2, ci sono altri punti caldi nel mondo che si preparando ad affrontare il Covid-19.

È di qualche giorno la notizia della prima vittima da Coronavirus in Nepal, una ragazza di 29 anni che aveva partorito da poco, è lei la prima persona a morire per il coronavirus in Nepal. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della Sanità precisando che il numero di casi di Covid-19 nel Paese è salito a 281.

La donna, del distretto di Sindhupalchowk, aveva avuto un figlio il 6 maggio ed era ritornata a casa il giorno dopo. Poi era stata ricoverata di nuovo all’ospedale locale per febbre e problemi respiratori. Quando le sue condizioni sono peggiorate è stata trasferita un un’altra struttura ma non ce l’ha fatta. Il neonato ed altri parenti saranno sottoposti al test per verificare se siano stati contagiati. Al momento in Nepal, che ha una popolazione di 28 milioni di abitanti, sono stati effettuati meno di 100.000 test, ma secondo gli esperti la mancanza di esami e verifiche ha impedito di individuare altre vittime del Covid.

E mentre tutto sembrava tornare alla normalità ma sempre con qualche attenzione maggiore rispetto alla vita di tutti i giorni, la Cina registra un nuovo focolaio a Jilin. Più di 8000 persone sono state messe in quarantena nella città di Shulan, nella provincia nord-orientale di Jilin, la regione che confina con la Corea del Nord.

Intanto Zhong Nanshan, lo pneumologo a capo del gruppo di esperti consiglieri del governo cinese sull’epidemia di coronavirus, ha riconosciuto, in un’intervista alla Cnn che il Paese, si trova di fronte «la grande sfida». Ovvero quella di dover arginare la seconda ondata di contagi da novo coronavirus.

Shulan è uno dei vari posti in Cina, tra cui Wuhan, la città da cui è partita la pandemia, ad aver segnalato nuovi casi da quando il Paese ha iniziato gradualmente a riaprire. La scorsa settimana, la città ha avviato misure definite “draconiane” per combattere le nuove infezioni.

Nel frattempo, negli USA, un Barack Obama incredulo attacca, ma senza nominarlo Trump e tutta la sua amministrazione, perché secondo lui, non sa quello che fanno e in merito alla gestione della Pandemia dichiara durante, in un suo intervento ad una cerimonia di laurea di studenti afroamericani:

«Non fanno neanche finta di sapere quello che fanno. Questa pandemia alla fine ha completamente alzato il sipario sul fatto che tantissimi uomini al comando non sanno cosa fare. E molti di loro non fingono nemmeno».

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