Multe ai NO VAX ecco come andrà a finire

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Allo studio del nuovo governo ci potrebbe essere l’ipotesi di una possibile sospensione o addirittura cancellazione di quasi 2 milioni di cartelle esattoriali inviate dall’Agenzia delle Entrate a causa del mancato rispetto dell’obbligo vaccinale di inizio anno.

L’arrivo del nuovo governo potrebbe significare la fine o quantomeno la sospensione, dei cosiddetti Caps, Comunicazioni di avvio del procedimento sanzionatorio, nei confronti di coloro che hanno scelto di non vaccinarsi contro il Covid-19 ed erano invece obbligati a farlo. Così non è da escludere un intervento last-minute dell’esecutivo che verrà.

I procedimenti furono rivolti a tutti gli ultracinquantenni che dall’8 gennaio al 15 giugno 2022 non si sono vaccinati o che non hanno concluso il ciclo primario, nel rispetto delle indicazioni e dei termini previsti dal Ministero della Salute e di validità del green pass. Rientrano nel gruppo i medici, gli operatori sanitari e il personale della scuola e delle università, della difesa e del soccorso pubblico.

Tra aprile e agosto scorso il Ministero della Salute, tramite l’Agenzia delle Entrate, ha inviato tra aprile e agosto scorsi quasi 2 milioni di Caps, con i destinatari che avevano avuto 10 giorni di tempo per segnalare errori alla Asl, come ad esempio la mancata registrazione di una somministrazione oppure di una infezione. In questo modo il numero di sanzioni si è ridotto di circa il 30%, arrivando a circa 1 milione e 375 mila, saliti a 1,9 milioni con i nuovi invii.

Finora però nessuna multa collegata alle Caps inviate ad aprile è stata fisicamente recapitata, la consegna è prevista entro la fine di novembre, in accordo con la norma che prevede che le multe siano inviate entro 270 giorni dalla trasmissione degli elenchi del ministero della Salute all’Agenzia delle Entrate-Riscossioni. Di conseguenza, senza l’emissione delle multe, nessuno ha potuto pagarle.

Già nel decreto Aiuti- bis le attuali opposizioni avevano lavorato ad un correttivo simile, ma l’esecutivo per mancanza di coperture aveva bloccato tutto. Così, per supportare i lavoratori maggiormente colpiti dalle sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi vaccinali, si chiedeva l’istituzione di un apposito Fondo nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con una dotazione di 200 milioni di euro per l’anno 2022.

Per molti si tratta di un controsenso vista la differenza tra la riscossione del mancato rispetto dell’obbligo vaccinale e il decadimento dello stesso obbligo, rispetto ad inizio anno, oggi infatti, non è più necessario esibire la vaccinazione in determinati luoghi o per determinate professioni. Eppure, la macchina dello Stato, con i suoi tempi, ha deciso ugualmente di muoversi.

Per altri ciò sembrerebbe corretto. Questo perché un’eventuale soppressione delle regole prima imposte, con tutto ciò che ne deriva, porterebbe il popolo ad ipotizzare che, come spesso accade, in Italia si facciano solo chiacchiere e che regole imposte in una situazione di emergenza, possono tranquillamente essere sorvolate in seguito.

Situazione che si è andata ad evidenziare ancora di più, ora che con l’arrivo dell’autunno ci sia un aumento dei casi di Covid in Italia. In molti stanno correndo ai ripari, prenotando la quarta dose di vaccino anti-Covid, eppure le percentuali di infetti non preoccupano ancora gli esperti, che raccomandano però la vaccinazione dei più fragili, e cautela e precauzioni per il resto della popolazione.

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