Ferrari, arriva il respiratore low-cost

Condividi

«Dall’idea al prodotto in 35 giorni»

La scuderia e l’istituto di ricerca hanno ideato un ventilatore polmonare, al momento aziende da tutto il mondo già in contatto per costruirlo.

Come qualsiasi gioiello uscito da questo marchio, ha un nome tutto di rispetto, si chiama FI5. «F» come Ferrari, «I» come Istituto italiano di tecnologia (IIT) e «5» come le settimane che sono passate dall’avvio del progetto all’accensione del primo prototipo.

Il team FI5 della scuderia Ferrari è stato guidato da Simone Resta, head of chassis engineering, e da Corrado Onorato, F1 innovation manager: i due hanno coordinato il lavoro di ingegneri e tecnici “presi in prestito” dai reparti Gestione Sportiva e GT.

L’IIT ha messo in campo una squadra di ricercatori e ingegneri coordinati da Marco Maggiali, facility coordinator iCub tech, e Andrea Pagnin, research manager di IIT. Il team ha lavorato fin dall’inizio con varie strutture sanitarie come l’ospedale Niguarda di Milano e l’ospedale Policlinico San Martino di Genova.

È un ventilatore polmonare che potrà essere utilizzato dalle strutture ospedaliere per affrontare l’emergenza da COVID-19.

FI5 è stato progettato in tempi record, proprio da Ferrari e IIT per essere facile da usare e da assemblare e in grado di ottimizzare il consumo di ossigeno, ma anche e soprattutto per essere prodotto in serie utilizzando materiali di facile reperibilità, così da avere costi di produzione di gran lunga inferiori a quelli dei ventilatori polmonari presenti attualmente sul mercato.

Una combinazione di belle notizie, fondamentale per quelle Nazioni piegate dalla crisi portata avanti dalla Pandemia, ma anche per quelle località che economicamente non possono permettersi, gli alti costi dei ventilatori polmonari e non solo.

Un grande salto in avanti per la tecnologia e un bel risultato che resterà nella storia, proprio in quanto lavoro congiunto tra la casa di Maranello e l’istituto di ricerca genovese. Insomma si tratta di un caso perfettamente riuscito di trasferimento tecnologico della ricerca.

Giorgio Metta, direttore scientifico IIT spiega:

«Si tratta di un progetto che nasce da una forte esigenza sociosanitaria alla quale abbiamo dato risposta in tempi rapidissimi. Contagiati dalla velocità Ferrari, abbiamo progettato e realizzato il prototipo in cinque settimane».

Ora, le specifiche tecniche di FI5, i disegni, il firmware, il software e la lista dei suoi componenti sono a disposizione in modalità “open source project”: questo significa che chiunque potrà produrlo, in qualsiasi parte del mondo.

Sono già in corso contatti tra Ferrari, IIT e diverse aziende italiane e straniere in particolare attive in Messico e Stati Uniti, per procedere alla certificazione e alla distribuzione. IIT, inoltre, sfrutterà la rete dei centri di ricerca europei per veicolare il progetto sul network DIH-HERO, dedicato alle tecnologie robotiche nel campo della sanità.

Così ha commentato la conversione del mondiale di Formula 1 2020, durante la presentazione del ventilatore Mattia Binotto, responsabile della Gestione sportiva e team principal della Scuderia Ferrari Mission Winnow:

«C’è una sfida che non vogliamo perdere ed è quella contro il Covid-19: FI5 è il contributo che abbiamo voluto dare come Scuderia, mettendo in campo le caratteristiche che rendono la Ferrari qualcosa di speciale: passione, creatività e voglia di migliorarsi».

Condividi