Formula 1 – Da cosa deriva la decisione su Maurizio Arrivabene?

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Lo abbiamo visto ricevere anche il Tapiro alla vigilia di Natale, da parte del programma di Antonio Ricci, per mano di Valerio Staffelli, per non aver vinto il Mondiale di Formula Uno.

Alla domanda del giornalista satirico:

“Vettel l’ha detto: ‘Pensavamo di aver una macchina combattiva e invece non ci siamo stati’. Ma dove eravate andati?”.

Arrivabene risponde:

“Quest’anno siamo partiti bene, pensavamo di cantarle alla Mercedes e invece a fine campionato ce le hanno cantate loro […] Però, ce le hanno cantate solo all’ultimo”.

Staffelli poi punge il direttore Ferrari continuando:

“Come mai? Avete messo sotto il cofano della macchina il motore della Punto?”.

Arrivabene a quel punto precisa:

“No, il motore spingeva e ha sempre spinto. Abbiamo fatto cose belle e cose meno belle perché ci tenevamo a prendere il Tapiro” -concludendo quindi sarcasticamente e dimostrando di stare allo scherzo.

Staffelli a sua volte chiude poi il servizio con una battuta:

“Speriamo che l’anno prossimo il marchio della Ferrari non diventi il Tapiro rampante”.

Peccato però che dopo le feste, siamo venuti a sapere che Maurizio Arrivabene è stato letteralmente silurato dalla Ferrari a dicembre.

Lo ha ammesso Piero Ferrari, figlio del ‘Drake’ e vice presidente dell’azienda fondata dal padre che ha dichiarato alla ‘Gazzetta dello Sport’:

“Tutto è avvenuto prima di Natale, poi per varie ragioni avevamo pensato di non renderlo noto. Non voglio entrare nei particolari, anche perché io posso parlare solo da azionista, dico solamente che c’è stato un confronto tra noi soci, con John Elkann e alla fine abbiamo agito nell’esclusivo interesse della Ferrari”.

La Ferrari ha aggiunto:

“Mi pare che l’abbiate scritto un po’ tutti che Marchionne aveva in animo una mossa del genere, però a noi premeva preservare la continuità tecnica, senza creare alcuna turbativa nella struttura della scuderia”

Insomma un vero e proprio fulmine a ciel sereno per quanto riguarda le tempistiche, visto che questo scenario era ormai palese da tempo con le voci che circolavano dall’ambiente. Si è concluso poi dichiarando:

“In questo momento per noi resta prioritario l’aspetto tecnico e su questo tema ovviamente possiamo dire che Mattia ha una vastissima competenza, saprà farsi valere nei dialoghi con Liberty Media. Nuovo amministratore delegato? Dico che è necessario concedere il tempo sufficiente per lavorare a Louis Camilleri, che è arrivato da poco in Ferrari e ha indubbiamente un suo stile, diverso da quello di Marchionne, a sua volta unico e inimitabile“.

Voci al riguardo comunque, parlano di un Arrivabene, come un despota e intimidatorio. Oltre agli errori di gestione, l’ex Team Principal pagherebbe l’incapacità di fare squadra ed un atteggiamento poco costruttivo coi sottoposti.

Il giornalista britannico Mark Hughes su “Motorsport Magazine” ha approfondito la questione scrivendo:

“L’allontanamento di Maurizio Arrivabene dal suo ruolo in Ferrari è stata una scelta logica. Non era l’uomo giusto per quel lavoro e aveva un valore minore rispetto a Binotto, che avrebbe potuto lasciare la Ferrari qualora Arrivabene fosse rimasto come suo capo. Ma questo non significa che si sia trattata di una decisione attesa. L’impulso decisivo è arrivato dal presidente John Elkann, insediatosi da pochi mesi”.

A noi sicuramente Arrivabene mancherà nello scenario della Formula 1.

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