Arabia Saudita 2022 GP F1 – Conferenza stampa

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Durante la consueta conferenza stampa che ha aperto il weekend di Arabia Saudita 2022 GP F1.

Come di consueto ormai, i piloti hanno partecipato, divisi in gruppi.

Gruppo 1, ore 11.30-12.00 -> Bottas (Alfa Romeo), Stroll (Aston Martin), Norris McLaren), Russell (Mercedes), Albon (Williams).

Gruppo 2, ore 12.00-12.30 -> Zhou (Alfa Romeo), Magnussen (Haas), Ricciardo (McLaren), Hamilton (Mercedes), Laifi (Williams).

Gruppo 3, ore 12.30-13.00 -> Gasly (AlphaTauri), Ocon (Alpine), Sainz (Ferrari), Schumacher (Haas), Verstappen (Red Bull).

Gruppo 4, ore 13.00-13.20 -> Tsunoda (AlphaTauri), Alonso (Alpine), Vettel/Hulkenberg (Aston Martin), Leclerc (Ferrari), Perez (Red Bull).

Lewis Hamilton esordisce così nella conferenza stampa in vista del secondo GP:

“È bello rivedere la Ferrari davanti, come già detto. La pista è diversa quella di Gedda, super veloce, c’è un asfalto diverso e un diverso comportamento delle gomme. I lunghi rettilinei potrebbero essere un problema per il saltellamento. Se lo avremo ancora”

Poi Hamilton affronta i problemi di prestazione della Mercedes:

“C’è un grande lavoro e c’è stato un grande lavoro negli ultimi giorni. Il team ha lavorato a testa bassa per esaminare tutti i dati. Stiamo cercando di capire i problemi, ma ne abbiamo consapevolezza. Tre giorni però sono pochi e non immaginiamo una grande differenza dal Bahrain. Ma provare qualcosa di nuovo è entusiasmante”.

Gli animi sembrano tranquilli anche quando, qualche ora dopo, quando i piloti di Formula 1 erano sul circuito di Jeddah per le prove libere del GP dell’Arabia Saudita, un deposito Aramco situato vicino al tracciato è esploso con la grossa colonna di fumo che è arrivata fin sopra la pista. Il gruppo di ribelli dello Yemen Houthi ha rivendicato l’attacco missilistico.

Quello che è accaduto sul finire delle FP1 sulla parte finale del tracciato, in seguito ad una forte esplosione, si è alzata infatti una grossa nuvola di fumo dovuta ad un lancio di missili su un deposito dell’azienda petrolifera Aramco (sponsor del team Aston Martin nonché partner commerciale della stessa Formula 1) poco distante (circa 20 km) dalle strade in cui i piloti stavano testando le proprie monoposto in vista delle qualifiche del sabato e della gara in programma domenica qui a Jeddah.

Nei giorni scorsi ‘emittente internazionale Al Jazeera aveva parlato degli attacchi degli Huti (un esercito a maggioranza sciita appoggiato dall’Iran in contrapposizione i sauditi sunniti) che avevano bombardato un impianto dell’Aramco, nonché altri siti  lungo la costa del mar Rosso.

Il gruppo di ribelli è lo stesso gruppo che ad inizio settimana si era reso protagonista di diversi attacchi con lancio di missili e droni contro diversi obiettivi sensibili dell’Arabia Saudita e anche in quel caso Aramco era stata una dei bersagli. Attacchi che avevano messo anche in discussione la disputa dell’imminente Gran Premio di Formula 1 sulle strade di Jeddah con Liberty Media che, dopo aver monitorato costantemente la situazione, ha rassicurato tutti optando per lo svolgimento della tre giorni in terra saudita.

“Stiamo aspettando ulteriori informazioni dalle autorità su quanto accaduto”

Si attende adesso la decisione ufficiale del Circus a riguardo.

Non resta che attendere quindi e sperare di non aggiungere altre storie tristi alle pagine di cronaca nera che stanno offuscando questo periodo storico, sempre più martoriato dalla mano dell’uomo.

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