Lo spred nel trading CFD

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Lo spread dei CFD rappresenta un costo che i broker applicano all’apertura della posizione di trading.

In questo articolo proviamo a capire meglio come funziona, come individuarlo, come compararlo per scegliere i broker più economici con cui operare, come ad esempio e-toro trading.

Ad esempio, per il cambio euro dollaro offre uno spread di 1 pip che ti consente di sfruttare la leva 30x concentrandoti sul potenziale del tuo capitale – è possibile operare anche con pochi euro – senza pensare ai costi, decisamente bassi.

In poche parole, lo spread è un costo che i broker applicano all’apertura della posizione, come compenso ai propri servizi. Allo stesso tempo, lo spread rappresenta anche la differenza tra il prezzo bid e il prezzo ask di un determinato CFD.

Proviamo a scendere nei dettagli di questi termini:

CFD: è lo strumento principale con cui si fa trading online. Quando si negozia su un CFD, si negozia sul valore di un asset, detto “sottostante” (titolo azionario, criptovaluta, materia prima, indice di borsa, opzione ecc.). I CFD consentono di negoziare al rialzo e al ribasso, aprendo rispettivamente posizioni di acquisto (long) o di vendita (short). Un’altra caratteristica dei CFD è che sono strumenti leveraged, cioè con leva finanziaria, che potenzia il valore del capitale investito;

Prezzo Bid: è il prezzo che fa riferimento alla posizione di vendita (short). Quindi è il prezzo dei CFD con cui si può aprire una posizione ribassista;

Prezzo Ask: è il prezzo che fa riferimento alla posizione di acquisto (long). Quindi è il prezzo dei CFD con cui si può aprire una posizione rialzista.

Se ne deduce che più stretto è lo spread, più esso è conveniente. Più ampio è lo spread, più esso è costoso.

Quando sentite parlare di spread stretti e bassi, ampi o larghi, tenete presente sempre che lo spread rappresenta anche il compenso del broker. Infatti, mentre i broker tradizionali o le banche d’investimento applicano le commissioni, i broker del trading online di CFD applicano lo spread. Si tratta quindi di un costo che il trader deve mettere in conto.

Quando più basso (stretto) è lo spread, più è “conveniente” negoziare su un determinato CFD. Infatti, più ampio è lo spread, più alta è la percentuale che il broker trattiene sull’operazione alla sua apertura.

Questo modo di parlare ricorda le quote sportive. Più alta è una quota, più si vince se la si indovina. Per lo spread vale nel senso opposto. Più stretto è lo spread, più bassa è la percentuale che il broker trattiene per il suo servizio.

Lo spread, inoltre varia a seconda della categoria degli strumenti finanziari. Generalmente, ad esempio, su un broker troverete le materie prime con un determinato spread, le azioni con un altro, il Forex con un altro ecc.

Lo spread ovviamente varia a seconda della volatilità. Ciò vale sia in generale, a seconda della tipologia di strumento, sia nello specifico, a seconda del momento. Ad esempio, in un momento di particolare volatilità di un determinato asset, il broker può decidere di alzare il suo spread. Questo perché, dato che il profitto di un trader proviene dalle variazioni di prezzo, maggiori e più forti sono tali variazioni, più grandi possono essere i suoi profitti. Anche se in realtà, lo diventano anche le perdite.

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