Come amministrare un condominio nel 2024

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Lo scorso anno la riforma del condominio ha introdotto importanti novità in materia di gestione immobiliare, questo e tanti altri dettagli incidono nelle norme di gestione di un condominio.

Nello specifico nell’ultimo anno il panorama della gestione condominiale ha attraversato un’importante trasformazione con l’entrata in vigore della tanto attesa riforma, approvata con il Decreto Legislativo 149/2022.

Nello specifico con un’attenzione mirata a semplificare le procedure decisionali e garantire maggiore flessibilità e soprattutto chiarezza nella gestione delle spese, la nuova normativa ha introdotto una serie di significative novità che coinvolgono ogni aspetto della vita condominiale.

Se siete proprietari, amministratori o residenti in un condominio, vi conviene continuare a leggera questa guida sulle novità introdotte dalla riforma già dallo scorso anno. Crediamo che questa guida sia fondamentale perché sono in tanti a sapere realmente come si vive un condominio.

Partiamo da quello che è il ruolo dell’amministratore di condominio, ruolo che riveste un’importanza fondamentale nella vita di tutti i giorni. Per assumere tale posizione, sono necessari specifici requisiti di trasparenza e onorabilità, insieme a un livello di istruzione adeguato – ne abbiamo già parlato nell’articolo precedente – oltre all’obbligo di frequentare corsi di formazione e aggiornamenti continui sulle tematiche condominiali.

La riforma ha poi mirato a rafforzare ulteriormente il ruolo dell’amministratore, anche attraverso l’introduzione dell’obbligatorietà della mediazione.

In passato, l’amministratore poteva assumere tale incarico solo se veniva preventivamente approvato dall’assemblea con un voto di maggioranza, con la possibilità che i condomini optassero per rivolgersi ad avvocati per questioni specifiche. Con la riforma, il ruolo di mediatore verrà assegnato automaticamente all’amministratore, eliminando la necessità di una delibera assembleare per questa designazione.

La riforma del condominio ha poi introdotto importanti cambiamenti riguardanti le spese per la manutenzione delle parti comuni che devono essere sostenute da tutti i condomini in proporzione alle tabelle millesimali. Inoltre, è stata data maggiore enfasi alle innovazioni, che possono essere deliberate con una maggioranza inferiore rispetto a quanto richiesto in passato.

Un’altra significativa novità riguarda la possibilità per il singolo condòmino di distaccarsi dal sistema di riscaldamento centralizzato. Questo consente ai condòmini di prendere decisioni autonome riguardo alle modalità di riscaldamento, permettendo una maggiore flessibilità nella scelta delle fonti di calore e nel controllo delle spese energetiche.

Per quanto riguarda il cambiamento di destinazione d’uso delle parti comuni, sarà possibile solo con un quorum più elevato rispetto a quanto stabilito in precedenza. Ora, affinché il cambio di destinazione d’uso sia consentito, è necessario raggiungere almeno il 4/5 dei presenti e almeno il 4/5 del valore complessivo dell’edificio.

 

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